
un'opportunità a complemento delle terapie convenzionali

La Psicologia Olistica inizia ad integrarsi con la medicina tradizionale. Il 17 e 18 giugno il Dipartimento delle Dipendenze Patologiche, diretto dal dr. Giuseppe Cicciù, ha organizzato un corso teorico esperienziale per operatori sociali e sanitari sulla psicologia olistica e sulle tecniche ad indirizzo psico-corporeo, in collaborazione con la Scuola di Psicoterapia Interattivo-Cognitiva dell'Università di Padova.
Nel corso delle due giornate di lavoro, si è sottolineato come la psicologia olistica e le tecniche psico-corporee vadano considerate come modelli di intervento complementari e non alternativi alle terapie convenzionali.
Nel mondo occidentale, viviamo dentro gli schemi di una scienza figlia dell'illuminismo e del tardo positivismo. Siamo abituati a lavorare su ciò che è visibile e misurabile: un sistema che è funzionale alle sole esigenze dell'evidenza, ma che non può essere considerato l'unica modalità per interpretare i fenomeni.
Il sistema olistico realizza proprio il tentativo di integrare diverse e altre possibilità di trattamento, con l'idea che l'uomo non è solo corporeità, ma è un'unità indissolubile di mente-corpo-anima.
La mente è un processo, non è una struttura, ed è interrelata ed interdipendente con gli infiniti processi della vita, atemporale e non localizzabile.
C'è una visione dell'uomo, in questa prospettiva, non più di tipo egoico con la identificazione nel corpo, ma una visione di noi stessi come "altro esteso", dove l'altro fa parte di un unico processo nel quale siamo inseriti anche noi.
L'olismo non si limita cioè ad una visione della realtà di tipo oggettuale, ma include anche l'osservatore e la relazione tra soggetto e oggetto; integra ulteriori elementi per comprendere i fenomeni nella loro globalità e complessità. Non si oppone al modello scientifico che descrive e analizza i singoli componenti, ma esprime un punto di vista complementare ed integrato.
Le tecniche innovative usate nel modello olistico sono l'attivazione d'anima o psico-corporea, lo yoga, lo shiatsu e le altre tecniche che determinano stati modificati dell'assetto omeostatico dell'organismo. L'obiettivo è perseguire un diverso livello di coscienza, oltrepassando i confini dell'io.
L'idea fondamentale del lavoro olistico è quella di non rimanere fissati sugli oggetti, ma di incorporare ciò che non è visibile. Tale modello è in grado di determinare un allargamento della consapevolezza del mondo e del Sé nel mondo.
Gli operatori che hanno partecipato alle esperienze psico-corporee hanno definito in termini positivi ed innovativi questo modello di pensiero riferito al sé e al contatto con il mondo avendo acquisito una diversa concezione degli eventi interni ed esterni, sia sul piano fisico che in ambito psichico e coscienziale. "Un'esperienza singolare" - così l'ha definita un operatore che ha partecipato alle due giornate - "collegata all'esperienza dell'altro e del gruppo, che ha mobilizzato blocchi e resistenze che avevano resistito negli anni a qualsiasi altro metodo di intervento sulla mia anima".
Il 15 e 16 dicembre prossimi, sarà riproposto il modello formativo di base sulla psicologia olistica con la collaborazione della Scuola di Psicoterapia Interattivo-Cognitiva della Università di Padova.
Giuseppe Cicciù