
Approvato dalla conferenza dei sindaci il 25 gennaio 2007.
Deliberazione di recepimento del Direttore Generali n. 72 del 22 febbraio 2007.
PREMESSA.
L'invecchiamento della popolazione rappresenta una delle condizioni di maggior rilievo che connotano la trasformazione sociale del nostro Paese: la Regione Veneto si colloca al tredicesimo posto, tra le regioni italiane, per l'incidenza di ultra-sessantacinquenni sul totale della popolazione. Far fronte alla connessa progressiva condizione di non autosufficienza non solo delle persone anziane, ma anche di quelle con disabilità, richiede necessariamente un processo di pianificazione locale, di rafforzamento della rete, di sinergia degli enti, di riorganizzazione delle modalità gestionali e delle risorse disponibili.
L'autonomia dell'individuo dipende, infatti, da molteplici fattori quali lo stato psico-fisico, l'attività della persona, le limitazioni oggettive e la partecipazione sociale. La presenza di servizi e di strutture pensati appositamente per le persone anziane e disabili consente di perseguire gli obiettivi di promuoverne il benessere e di sostenere la scelta di permanenza a domicilio, di riservare l'accoglienza residenziale alle persone non altrimenti assistibili, di garantire qualità e appropriatezza degli interventi, nonché accessibilità e sostenibilità economica dei servizi.
In tale direzione si colloca la D.G.R.V. n. 39 del 17 gennaio 2006, che definisce il sistema della domiciliarità, in attuazione della quale l'Azienda Ulss n. 5 Ovest Vicentino e i Comuni ad essa afferenti sono impegnati, con il presente Piano, all'avvio, a partire dal 2007, di un sistema integrato di interventi, prestazioni e servizi a supporto della domiciliarità delle persone non autosufficienti, fondato sulla valutazione multidimensionale delle situazioni personali e familiari e sulla definizione e attuazione di progetti individuali nei quali si intersecano le prestazioni assistenziali sociali e socio sanitarie e gli interventi di natura economica.
Il Piano Locale della Domiciliarità si integra necessariamente con gli altri strumenti della programmazione locale ed in particolare attua il già operativo accordo di programma del Piano di Zona 2004-2006 con particolare riferimento allo sviluppo di un lavoro di rete, inteso come un insieme di soggetti che affrontano ciascuno aree particolari di un unico problema complesso, collegati da rapporti di collaborazione appositamente progettati e strutturati, allo scopo di pervenire ad un sistema integrato di servizi socio sanitari per le aree degli anziani e della disabilità In questo quadro si sta consolidando in questi anni, e si intende potenziare e concretizzare attraverso il presente Piano, un modello organizzativo di prestazioni e di servizi alla cui realizzazione partecipano i diversi soggetti istituzionali (Comuni, Azienda Ulss, Regione) in base al ruolo e alle competenze: