
Il 27 giugno alle ore 11.30 in Neurologia Ospedale di Arzignano

L’ictus cerebrale è la patologia neurologica più importante sia per la sua numerosità (250 nuovi casi per 100.000 abitanti all’anno e circa 350 se si considerano le recidive) , che per la gravità. Si tratta infatti della patologia che più di ogni altra provoca disabilità nell’adulto. Negli ultimi anni sono state introdotte terapie finalmente efficaci nelle prime ore dall’insorgenza degli ictus e si è capita l’importanza dell’organizzazione nella gestione di queste patologie , sia nella fase iperacuta, ma anche nella diagnostica e nella gestione clinica e assistenziale.
Il termine Stroke Unit indica un centro di terapia per le malattie cerebrovascolari acute , dotato in genere di 4 – 8 letti, dove ricoverare i malati con ictus, onde poterli sottoporre tempestivamente ad un protocollo diagnostico completo e alla terapia più adeguata al tipo di ictus. I malati vengono sottoposti ad un monitoraggio dei parametri vitali (polso, pressione, respiro, saturazione di O2) ed iniziano il più precocemente possibile un programma di riabilitazione personalizzato alle necessità individuali.
Questo programma diagnostico-terapeutico-riabilitativo viene svolto da un gruppo composto da neurologi, infermieri, fisiatri e terapisti della riabilitazione specializzati nella cura dell’ictus. La letteratura scientifica dell’ultimo decennio ha mostrato in modo inequivocabile che l’assistenza dell’ictus all’interno di una Stroke Unit riduce la mortalità e la disabilità conseguenti all’ictus ed aumenta la percentuale di pazienti in grado di tornare al proprio domicilio dopo la fase acuta rispetto all’assistenza in un reparto di Medicina o anche di una Neurologia sprovvista di Stroke Unit.
Alla luce di questi dati la Neurologia di Arzignano si è organizzata nell’istituire al suo interno una sezione di Stroke Unit di quattro letti monitorizzati. E’ stato possibile organizzare tale struttura anche grazie all’aiuto finanziario della ditta Calpeda nella voce della Signora Licia Mettigofo che ha donato l’intero sistema di monitorizzazione.
Alla base di tale organizzazione vi deve essere però una equipe medico-infermieristica-riabilitativa che agisca con la consapevolezza culturale delle scelte da fare derivante dall’aggiornamento continuo e la condivisione e l’integrazione delle competenze multiprofessionali e multidisciplinari.