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Uff.. che afa... che caldo che fa...

Consigli per gli anziani, per chi li assiste a domicilio e per chi li frequenta abitualmente.

L’A-Ulss 5 OvestVicentino ha previsto un sistema di allarme qualora si verificassero condizioni climatiche con elevate temperature, finalizzate ad assicurare idonee misure di prevenzione dei rischi per la popolazione fragile, in particolare quella anziana, conseguenti all’eccessivo caldo.

Il sistema messo a punto prevede che ogniqualvolta l’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) allerterà la fascia climatica interessata (nel nostro caso la fascia pedemontana interessa tutti i Comuni dell’A Ulss5) attraverso l’invio all’A Ulss di un messaggio urgente di posta elettronica, l’A- Ulss provvederà ad attivare i propri servizi per l’emergenza caldo e fra questi i servizi di Emergenza (118 e Pronto Soccorso) e la rete assistenziale territoriale (Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Guardia Medica e Assistenza Domiciliare Territoriale).

E’ stato messo a disposizione, inoltre, un collegamento di rete tra le varie strutture interessate, i Comuni, i Medici di Medicina Generale e Pediatri Libera Scelta con il Distretto socio sanitario per la segnalazione di situazioni particolari, per le quali i servizi della rete, già attivati ognuno per la propria competenza, ravvisino la necessità di ulteriori interventi di particolare complessità, che richiedano il coinvolgimento attivo di più soggetti istituzionali.

I cittadini interessati all’emergenza caldo potranno quindi rivolgersi direttamente alle figure assistenziali già conosciute (118, Pronto Soccorso in caso di emergenza, e Medici di Medicina Generale, Guardia Medica, sistema delle cure domiciliari, servizi sociali di ULSS e Comuni negli altri casi), a seconda delle esigenze, sapendo che, per particolari necessità verrà attivato il sistema di informazione per la migliore gestione dei loro problemi.

Inoltre, il Primario dell’Unità Operativa di Geriatria di questa Azienda ULSS 5 Ovest Vicentino, Dr. Fabio Armellini, ha presentato un documento elaborato dai primari geriatri delle Tre Venezie, particolarmente utile per le persone anziane e per tutti coloro che assistono gli anziani.

"La disidratazione è particolarmente frequente nel soggetto anziano per una serie di problemi che sono propri dell'invecchiamento. Il riflesso della sete è ridotto nella età avanzata, e il vecchio è perciò meno pronto a compensare la carenza idrica aumentando l'introito di liquidi. Inoltre gli anziani non sono spesso autosufficienti e quindi non sono in grado di assumere in modo autonomo la quantità di liquidi e di cibo necessaria. Non va dimenticato che essi sono frequentemente trattati con una terapia diuretica per le loro condizioni cliniche (ad esempio per lo scompenso cardiaco o per l’ipertensione arteriosa) e che spesso durante l'inverno e la primavera precedenti è stato loro consigliato dal medico di ridurre per lo stesso motivo l'apporto di acqua e di sale. Questa raccomandazione deve essere interpretata con minor rigore nella stagione di gran caldo. L'abbondante sudorazione e l'uso dei diuretici provocano inoltre un’accentuazione della perdita di sali di potassio che bisognerà cercare di reintegrare con l'alimentazione. Negli ambienti molto ventilati e con l'uso dei ventilatori l'evaporazione cutanea può essere molto accentuata.

Alcune modificazioni delle abitudini e dell'alimentazione da attuare durante l'estate, valide soprattutto per la popolazione di età più avanzata, possono quindi essere suggerite alla luce delle precedenti considerazioni.

L'esercizio fisico, sempre raccomandato se eseguito con prudenza e secondo le capacità di ciascuno, dovrà essere svolto preferibilmente nelle ore più fresche della giornata e quindi soprattutto al mattino. In caso di temperature molto elevate associate ad alto grado di umidità, è da ridimensionare la riduzione dell'apporto di liquidi e di sale raccomandata per alcune patologie.

La terapia diuretica ed anti-ipertensiva dovrà essere continuata, ma potrà richiedere un aggiornamento della dose (che dovrà comunque essere deciso e monitorato più strettamente dal medico curante).

Anche l’abitudine a vestirsi pesantemente richiede attenzione. In particolare, molti fra i pazienti con degrado mentale e disturbi del comportamento, se lasciati alle loro abitudini tendono ad adottare una vestizione incongrua od a strati. Ovviamente tali comportamenti possono incrementare la sudorazione o compromettere la dispersione di calore, contribuendo a causare colpi di calore o ad aggravare la disidratazione.

Un condizionamento ambientale moderato può essere utile, ma evitando di creare esagerati sbalzi termici tra l’ambiente interno e quello esterno, soprattutto nei luoghi di cura.  Il movimento dell’aria indotto dai ventilatori dovrà essere indiretto, mai orientato direttamente verso le persone.

Relativamente all'alimentazione, dovranno essere evitati pasti particolarmente abbondanti e "pesanti". Sarà consigliabile al contrario frazionare i pasti, alleggerendo quelli principali e favorendo l'assunzione di cibo anche negli orari intermedi (spuntini e merende leggere). L'alcool, se non controindicato, dovrà essere assunto in quantità molto moderata: infatti esso aggrava il pericolo della disidratazione per la sua azione di vasodilatazione cutanea e per una possibile azione diuretica. Soprattutto si dovrà evitare di assumerlo prima di un esercizio fisico, in particolare il nuoto. Andrà invece favorita l'assunzione di frutta e di verdura. Durante i pasti sarà opportuno aumentare il consumo di cibi liquidi (minestre e frullati). L'assunzione di liquidi durante i pasti e negli intervalli tra essi dovrà essere curata in particolare nelle età più avanzate: è difficile dare un’indicazione certa della quantità di liquidi necessaria, perché essa dipende come già detto soprattutto dalle perdite, ma deve anche essere regolata sulla base della corporatura, dell'attività fisica e delle condizioni cliniche. Potrebbe essere consigliata nelle giornate più calde un’assunzione di 1,5-2 litri o più di liquidi al giorno, ma essi sono difficili da misurare ed è difficile prevederne il fabbisogno con esattezza. Un segno da valorizzare è la riduzione della quantità di urina. E' bene che l'assunzione di liquidi, soprattutto se le condizioni climatiche sono particolarmente afose, non avvenga solamente durante il pasto ma regolarmente durante tutta la giornata e prima del riposo notturno. In questo caso è necessario tuttavia fare anche in modo che il paziente continui ad alimentarsi con le regole sopra delineate. Se l'anziano non è pienamente autosufficiente, i liquidi e i cibi vanno offerti attivamente, e non lasciati alla sua discrezione: in questo modo sarà possibile prevenire la disidratazione, che una volta instauratasi, diventa un problema clinico del tutto rilevante.

Questi consigli sono rivolti ai nostri amici e pazienti anziani, ai loro familiari ed alle persone che si occupano di loro. Data la semplicità di queste pagine, i nostri anziani potranno leggerle da soli, ma potranno chiedere eventuali consigli (soprattutto relativi alla terapia) ai loro medici di medicina generale, a noi, alle strutture sanitarie del Territorio o dell’Ospedale, ai responsabili sanitari delle Case di Riposo e dei Centri Diurni” .

 
Ultimo aggiornamento: Martedì, 09 Dicembre 2008